«Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.»
Con queste sua citazione vogliamo ricordare Margherita Hack, una delle più grandi scienziate italiane del Novecento. Era il 29 giugno 2013 quando la celebre astrofisica si spegneva, lasciando un’eredità scientifica, culturale e civile che continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni.
Non è certamente facile raccontare chi fosse davvero Margherita Hack. Nata a Firenze il 12 giugno 1922, crebbe in una famiglia che le trasmise valori fondamentali come la libertà, la giustizia e l’indipendenza di pensiero. Principi che avrebbero guidato tutta la sua esistenza, sia nella ricerca scientifica sia nel suo costante impegno civile.
Scienziata di fama internazionale, fu la prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia e svolse un’intensa attività di ricerca e divulgazione scientifica, soprattutto nel campo della spettroscopia stellare, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo dell’astrofisica italiana. Accanto alla passione per l’universo, coltivò un profondo amore per gli animali, schierandosi sempre in loro difesa e mantenendo per tutta la vita uno stile di vita vegetariano, scelta maturata fin dall’infanzia grazie all’influenza della sua famiglia.
Il suo forte senso di uguaglianza emerge chiaramente da molte delle sue riflessioni sull’universo. In uno dei suoi interventi spiegava come tutti gli esseri viventi siano il risultato della stessa evoluzione cosmica. L’universo, nato come una “zuppa” di particelle elementari, ha sviluppato nel tempo le condizioni necessarie alla formazione delle stelle, dei pianeti e infine della vita. Da questa consapevolezza nasceva la sua idea di una fratellanza universale: siamo tutti fatti della stessa materia, quella forgiata nel cuore delle stelle.
Per questo amava ricordare che siamo davvero “figli delle stelle”. Una visione che non aveva soltanto un significato scientifico, ma anche umano ed etico. Come lei stessa affermava, la speranza era che l’umanità prendesse coscienza di questa comune origine e imparasse a vivere con maggiore fraternità, rispettando non solo gli altri esseri umani, ma anche gli animali e il pianeta che ci ospita.
Margherita Hack fu inoltre un’attivista impegnata sui temi dei diritti civili e della laicità dello Stato. Ricoprì il ruolo di presidente onoraria dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), sostenendo con fermezza il valore del pensiero critico e dell’autonomia della coscienza individuale.
Atea convinta, riteneva che il comportamento morale non dovesse necessariamente derivare dalla fede religiosa. Più volte sostenne che l’etica nasce dalla responsabilità verso gli altri, dalla sensibilità umana e dalla capacità di comprendere le conseguenze delle proprie azioni. Con il suo stile diretto e sincero, non esitò mai a esprimere le proprie convinzioni, contribuendo ad alimentare un dibattito pubblico libero e rispettoso delle diverse opinioni.
Nel 2010 fu insignita da Gay.it del premio “Personaggio Gay dell’Anno”, un riconoscimento che testimoniava il suo costante impegno a favore dei diritti civili e delle libertà individuali. Nel corso della cerimonia espresse il proprio sostegno al riconoscimento delle coppie omosessuali, considerandolo un importante segno di civiltà e di rispetto dei diritti delle persone.
Con la libertà di pensiero che ha caratterizzato tutta la sua vita pubblica, non mancò di criticare i ritardi dell’Italia sul tema delle unioni civili e dei diritti delle persone LGBTQ+, sostenendo la necessità di una società più aperta, inclusiva e rispettosa delle scelte individuali. Attribuendo tali ritardi anche alla forte influenza esercitata dal Vaticano sulla politica italiana, denunciando la mancanza di coraggio di una classe dirigente che, a suo giudizio, avrebbe dovuto difendere con maggiore determinazione i principi di laicità e libertà.
A tredici anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Margherita Hack resta vivo non soltanto per il suo straordinario contributo alla scienza, ma anche per il suo instancabile impegno in favore della pace, della libertà, della tutela degli animali e del rispetto reciproco. Un’eredità che continua a ricordarci quanto sia importante guardare alle stelle senza dimenticare l’umanità che ci unisce.

