Nel corso dell’omelia pronunciata nella chiesa di Miano da padre Salvatore in memoria di Lorenzo Spasiano, un passaggio ha particolarmente catturato l’attenzione di molti: la lettera inviata dal cardinale Domenico Battaglia. Parole dense di umanità e partecipazione, capaci di dare voce a un dolore che appare inumano e difficile da comprendere fino in fondo. Proprio per la profondità del loro significato e per la forza con cui riescono a trasmettere il peso di una tragedia così grande, meritano di essere riportate integralmente.
“Sorelle e fratelli, avrei voluto essere con voi, avrei voluto stringere le mani di Salvatore e Dina, abbracciare Francesco, Silvano, Alfredo ed Emanuele, guardando negli occhi gli amici di Lorenzo e condividere con tutti voi il pensiero di Lorenzo e condividere con tutti voi il peso di questo dolore. Purtroppo gli impegni legati al concistoro mi trattengono a lungo e non mi consentono di essere presente fisicamente, è un’assenza che vivo con sofferenza perché quando una comunità piange uno dei suoi figli nessun pastore vorrebbe essere lontano. Ma sappiate che in questi giorni, anche qui a Roma, ho portato con me il volto di Lorenzo. Ho portato la sua storia spezzata dalla violenza. Ho portato il dolore della sua famiglia e della nostra città. Lo affido nelle preghiere al Signore, chiedendo che lo accolga tra le sue braccia e che doni consolazione a quando oggi soffrono per la sua perdita. Mi rivolgo anzitutto a papà Salvatore, a mamma Mina. Non esistono parole capaci di riempire il cuore in un vuoto lasciato da un figlio e si sta imputando la vicinanza silenziosa di una comunità che vi vuole bene e di una Chiesa che vi abbraccia, vi sono vicino con tutto il cuore e chiedo al Signore di sostenervi nei giornii più difficili quando il silenzio della casa diventa più pesante e la nostalgia sembra togliere il respiro. Ai fratelli Francesco, Silvano, Fede ed Emanuele, giunga la mia preghiera, custodite Lorenzo del cuore. Nessuna violenza potrà cancellare il bene che avete condiviso con lui. Nessuno, potrà portarvi via ciò che esiste e siete stati insieme. E poi desidero rivolgermi agli amici di Lorenzo. Voi che avete condiviso con lui giornate, sogni, risate, progetti, speranze, non permettete che questo dolore diventi rabbia stella, trasformato invece in una promessa viva, una promessa di vita. Ricordate, Lorenzo attraverso il bene, che sapete custodire, attraverso la capacità di prendervi cura gli uni degli altri, attraverso la scelta quotidiana della giustizia e del rispetto. A tutti, in particolare ai giovani, ripeto, ogni volta che un giovane muore in modo violento, muore una possibilità per tutti, muore un pezzo del futuro di un altro. Per questo non possiamo abituarci, non possiamo considerare normale ciò che è normale non è, non possiamo restare indifferenti. La vostra vita è preziosa, ognuno di voi è prezioso. Nessuno deve convincerci che la forza sia nella sopraffazione, nell’odio, nella vendetta o nella violenza. La vera forza è custodire la propria umanità quando tutto spiccia a perdere. Questa città continua a piangere i suoi figli e ogni volta il nostro cuore si fa più pesante, ma proprio per questo dobbiamo diventare una comunità capace di generare speranza, responsabilità, futuro. Lorenzo oggi non è soltanto il figlio di una famiglia celeste, è una domanda che interpella tutti noi, è una storia che ci chiede di essere migliori, è una vita che ci richiama al dovere di costruire una città dove nessun giovane debba vedere spezzati i propri sogni. Lorenzo, ti consegniamo a Dio con il cuore pesante e gli occhi pieni di lacrime. Avremmo voluto vederti crescere ancora. Avremmo voluto ascoltare i tuoi progetti, accompagnare i tuoi sogni, vedere compiersi i sogni che portavi dentro. Invece oggi ci troviamo a scontrare troppo presto, ma l’amore non conosce la parola fine. Per questo non ti diciamo addio, ti diciamo grazie. Grazie per ogni sorriso che hai donato, grazie per ogni affetto che hai segnato, grazie per il posto che hai occupato nella vita di chi ti ha voluto bene. E mentre la terra accoglie il tuo corpo, affidiamo la tua anima all’amore immenso del Padre nel quale vivi. Che gli angeli ti accompagnino nel tuo cammino, che la luce del Signore illumini il tuo volto, che il futuro che qui è stato conto divenga restituito come non sensuoso nell’amore di quel figlio del cui tre compigli è di bravo scelto. che qui è stato conto di vengare istituito luminoso e gioioso nell’amore di quel figlio di cui credo vivi e vivrai sempre”.
