Sergio Mattarella ha appena fermato una delle idee più pericolose del nuovo decreto sicurezza del governo Meloni: attribuire ai militari dell’Esercito poteri di polizia giudiziaria.
Avete capito bene.
Dopo gli scontri di Milano, a Palazzo Chigi avevano pensato di consentire ai sodati di agire anche come agenti di polizia giudiziaria.
Poi, fortunatamente, è arrivato il Quirinale.
Secondo quanto riferiscono l’ANSA e l’AGI, durante le interlocuzioni tra gli uffici del governo e quelli della Presidenza della Repubblica sarebbero emerse forti contrarietà proprio su questa norma. E il governo, alla fine, l’ha lasciata fuori dal decreto.
Il motivo lo racconta il Corriere della Sera: Mattarella avrebbe sollevato obiezioni perché i militari dell’Esercito, a differenza degli appartenenti alle forze di polizia, non ricevono una formazione specifica per svolgere funzioni di polizia giudiziaria. E attribuire loro simili poteri rischierebbe di aprire la strada a scenari eccessivamente repressivi.
Perché un conto è impiegare l’Esercito a supporto delle forze dell’ordine, un altro è attribuire ai soldati funzioni che richiedono competenze specifiche e incidono direttamente sui diritti e sulle libertà dei cittadini.
Evidentemente, qualcuno aveva dimenticato questa piccola, insignificante differenza.
E ogni volta tocca a Sergio Mattarella ricordare che in Italia esiste ancora una Costituzione. Quella su cui hanno giurato anche loro.
Il Presidente della Repubblica ha 85 anni. E ormai, ogni volta che a Palazzo Chigi qualcuno pronuncia le parole “decreto sicurezza”, probabilmente deve interrompere quello che sta facendo, farsi portare un caffè doppio e controllare che nessuno abbia abolito qualche articolo della Costituzione durante la notte.
Meno male che c’è Sergio Mattarella. E meno male che, in questa Repubblica, qualcuno continua a prendere sul serio la parola Repubblica
