In una lettera aperta indirizzata alla Triade commissariale del Comune di Pagani l’esponente politico paganese contesta scelte, nomine e condotte amministrative e chiede risposte pubbliche su alcuni episodi che, a suo giudizio, meriterebbero maggiore attenzione.
Un documento dai toni particolarmente duri, nel quale Giorgio mette sotto accusa la gestione dell’Ente e solleva una lunga serie di interrogativi sulla continuità amministrativa rispetto alla precedente gestione, sulle posizioni ricoperte da alcuni responsabili dei settori e, soprattutto, sull’operato della Polizia Locale.
Responsabili dei settori e continuità amministrativa
Una parte consistente della lettera riguarda i responsabili dei settori comunali. Giorgio contesta la permanenza degli stessi negli incarichi e chiede alla Triade per quale motivo alcune figure che, a suo dire, avrebbero avuto un ruolo nella precedente gestione amministrativa siano rimaste al proprio posto.
La questione molto delicata su cui l’attivista preme avere risposta e su cui richiama la triade è proprio quella della discontinuità, visto il contesto in cui è maturato il commissariamento dell’Ente.
È bene precisare, però, che le responsabilità individuali richiamate nella lettera non possono essere considerate automaticamente accertate sulla base dell’esposto. Si tratta delle valutazioni e delle contestazioni formulate dall’attivista, che dovranno eventualmente trovare riscontro negli atti amministrativi, nelle relazioni ufficiali e negli eventuali procedimenti competenti.
Nel mirino finisce anche il legale dell’Ente, rispetto al quale Giorgio richiama quanto riportato, secondo la sua ricostruzione, nella relazione prefettizia relativa allo scioglimento e pone interrogativi sulla permanenza dell’incarico.
Festa di Sant’Alfonso e caso Vasca Pignataro
Altro tema su cui si sofferma la lettera è la gestione della festa di Sant’Alfonso, compatrono della città.
La critica soprattutto sulla decisione relativa alle giostre tradizionalmente collocate nell’area di Vasca Pignataro. Secondo l’esponente politico, il provvedimento sarebbe stato motivato da ragioni legate alla sicurezza e alla viabilità, motivazioni che però, a suo giudizio, entrerebbero in contraddizione con il successivo svolgimento del mercato settimanale nella medesima zona.
Una circostanza sulla quale Giorgio chiede spiegazioni e che, nella sua lettura, rappresenterebbe una delle anomalie della gestione recente.
Anche in questo caso la questione meriterebbe di essere ricondotta agli atti ufficiali: quali sono state esattamente le ragioni tecniche alla base del divieto? Quali gli eventuali pareri acquisiti dagli uffici? E quali differenze sussistevano, sotto il profilo della sicurezza, tra lo svolgimento della festa e quello del mercato?
Interrogativi che molti anche sui social si sono posti, ma che al di là delle valutazioni politiche contenute nella lettera aperta, si possono trovare nella documentazione amministrativa.
I compensi della Triade e l’annunciata rinuncia
Belle parole, che hanno colpito subito il cuore di molti Paganesi, e che hanno suscitato commenti positivi da parte di molti esponenti politici , riguardava la volontà dei commissari di destinare alle casse comunali i propri compensi.
Proprio su questo punto Giorgio solleva un’altra questione importante ovvero che fino al momento della presentazione della sua lettera, un atto pubblicato sull’Albo Pretorio che rendesse formalmente verificabile tale scelta non c’è ancora.
Esiste un provvedimento ufficiale che formalizza la rinuncia o la destinazione degli emolumenti? Una domanda legittima si , considerando le dichiarazioni rese a mezzo stampa ma che ci teniamo a precisare non sono OBBLIGATORIE e che l’atto è un iniziativa presa dalla TRIADE. Gli emolumenti che la TRIADE percepisce sono dovuti per il lavoro che svolgono e il volerli donare sarà un atto di generosità.
Il capitolo più pesante: la Polizia Locale
La lettera assume toni critici sulla Polizia Locale.
Giorgio chiama in causa direttamente il comandante del Corpo, collegando le sue contestazioni anche alla vicenda delle cosiddette “multe fantasma”, che secondo l’esponente avrebbe prodotto un rilevante ammanco per le casse comunali.
Sostiene, inoltre, che il comandante continui a ricoprire il proprio ruolo e, contemporaneamente, un incarico dirigenziale presso la partecipata SAM, e chiede alla Triade perché non siano stati adottati provvedimenti nei suoi confronti.
Ci teniamo a precisare che va fatta una distinzione fondamentale tra quelle che sono le accuse che leggiamo nell’esposto e i fatti già formalmenti accertati, nella lettera viene inoltre riferito di un presunto intervento della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore sulla vicenda. Non vi è però allo stato attuale una riscontro ufficiale nel merito e pertanto è una circostanza riferita dallo stesso Giorgio e non un fatto accertato.
La richiesta di un confronto pubblico
La richiesta politica di Giorgio è chiara: un confronto pubblico con la Triade commissariale.
L’attivista sostiene di aver sollevato nel tempo numerose questioni riguardanti la gestione dell’Ente e chiede ai commissari di rispondere pubblicamente sulle nomine, sulle persone che avrebbero frequentato gli uffici comunali senza aver un incarico formalizzato e sulle altre vicende da lui segnalate.
Una richiesta che non meriterebbe di essere liquidata soltanto come l’ennesima polemica politica.
Seppur le modalità utilizzate da Giorgio — spesso volutamente provocatorie e caratterizzate da accuse pesanti — rischiano di spostare il dibattito dal terreno della verifica documentale a quello dello scontro politico aprono una riflessione:
Se le contestazioni sono infondate, saranno gli atti ufficiali a dimostrarlo, se invece esistono effettivamente delle criticità, gli stessi atti dovrebbero consentire di individuarle e affrontarle.
Il nodo tra responsabilità politica e amministrativa
Nella parte conclusiva della lettera si richiamano gli articoli 107 e 109 del Testo unico degli enti locali per sostenere che esistano precisi margini di intervento sugli incarichi dirigenziali e sulle responsabilità della struttura amministrativa.
Su questo punto l’esponente chiede chiarezza e spiegazioni sulla permanenza di determinate figure negli incarichi.
Occorre che però si evitino semplificazioni. Il rapporto tra organi politici, gestione dirigenziale, commissariamento, incarichi e responsabilità individuali è disciplinato da norme e procedure specifiche e non può essere ridotto alla semplice contrapposizione tra chi “nomina” e chi “revoca”.
La domanda che attraversa l’intera lettera di Alfonso Giorgio, e che resta però una questione politica difficilmente eludibile, dopo uno scioglimento per infiltrazioni mafiose, quanto deve essere profonda la discontinuità nella struttura amministrativa dell’Ente?
La Triade commissariale è chiamata a governare una fase particolarmente delicata della storia amministrativa di Pagani. Le accuse contenute nell’esposto sono, per loro natura, da verificare e non possono essere trasformate in verità giudiziarie o amministrative senza riscontri.
Visto il contesto delicato che Pagani sta affrontando le domande poste da Giorgio meritano risposte altrettanto puntuali, possibilmente attraverso gli atti e non soltanto attraverso dichiarazioni di circostanza.
E, soprattutto, meritano di essere affrontate separando una volta per tutte la polemica politica dai fatti documentabili.
La trasparenza non dovrebbe essere una concessione a chi protesta, ma una normale modalità di amministrazione.




