L’ANAC certifica irregolarità diffuse nell’Azienda Speciale SAM del Comune di Pagani.A denunciare il caso è il cittadino e attivista politico Giorgio Alfonso, che ha trasmesso alla Commissione Straordinaria un esposto dettagliato dopo la delibera n.111 dell’11 marzo 2026 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il quadro descritto sembrerebbe essere abbastanza pesante. Secondo quanto riportato dall’ANAC, nel sito della SAM mancherebbero intere sezioni obbligatorie sulla trasparenza amministrativa: dati sul personale, bandi di concorso, pagamenti, bilanci aggiornati, incarichi, consulenze, controlli interni e informazioni ambientali. Un sistema opaco che, secondo l’Autorità, viola apertamente il decreto legislativo 33 del 2013 sulla trasparenza nella pubblica amministrazione. Non si tratta di semplici dimenticanze burocratiche. È l’ennesima fotografia di una città sprofondata in anni di gestioni amministrative fallimentari. Questo il punto del comunicato lanciato sul suo blog.
Pagani oggi appare sempre più isolata, paralizzata, incapace di garantire perfino gli standard minimi di legalità amministrativa.
Nel suo esposto, continua , Alfonso punta il dito anche contro il Segretario Generale, accusandolo di avere ignorato le sue ripetute segnalazioni e di non aver esercitato pienamente il proprio ruolo di Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Accuse gravi, che ora inevitabilmente aprono un nuovo fronte politico e istituzionale.
La delibera dell’ANAC parla chiaro: la SAM deve adeguarsi urgentemente agli obblighi di legge. Il problema non riguarda soltanto un sito internet aggiornato male o documenti mancanti. Il problema è la cultura amministrativa che per anni ha governato Pagani: una politica che ha usato il potere senza costruire servizi, senza garantire controllo, senza restituire fiducia ai cittadini.
Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città commissariata, ferita e sempre più distante da qualunque idea di normalità istituzionale.
La speranza, adesso, è che l’intervento della Commissione Straordinaria non resti l’ennesimo atto formale destinato a perdersi nel silenzio.
Pagani non può più permettersi zone d’ombra non può più permettersi una politica che chiede consenso ma dimentica legalità e trasparenza.
