• 29 Agosto 2026 7:34

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Addio a Ornella Vanoni, voce storica della musica italiana

Immagine dal web

Si è spenta a 91 anni, la sera del 21 novembre 2025, nella sua casa di Milano, Ornella Vanoni, una delle voci più riconoscibili della musica italiana.

Nata in una famiglia benestante – il padre era un imprenditore farmaceutico – trascorse l’infanzia tra scuole religiose e collegi in Svizzera, Francia e Inghilterra. In gioventù sognava di diventare estetista, ma si avvicinò presto al teatro. Nel 1953 si iscrisse all’Accademia del Piccolo Teatro, diretta da Giorgio Strehler, con il quale ebbe anche una relazione. Debuttò in scena nel 1956 con Sei personaggi in cerca d’autore.

La notorietà arrivò con le cosiddette canzoni della mala, brani ispirati all’ambiente milanese dell’epoca, che contribuirono a definire l’immagine artistica. La voce inconfondibile e lo stile interpretativo personale la imposero rapidamente al grande pubblico.

Nel 1960, dopo il passaggio alla casa discografica Ricordi, conobbe Gino Paoli. Dalla loro relazione nacque una delle canzoni più celebri del repertorio italiano: Senza fine, scritta nel 1961.

Nel corso della carriera Vanoni partecipò a otto edizioni del Festival di Sanremo, ottenendo due secondi posti: nel 1965 con Abbracciami forte e nel 1968 con Casa bianca. Nel 1966 si classificò sesta con Io ti darò di più, in coppia con Orietta Berti, mentre nel 1967 arrivò quarta con La musica è finita. Pur senza mai vincere, rimase una presenza di riferimento per la manifestazione.

Considerata una delle interpreti più rappresentative della musica leggera, pop e d’autore, è l’unica donna ad aver ottenuto due Premi Tenco. Ha collaborato, tra gli altri, con Paolo Conte, Fabrizio De André e Lucio Dalla. Nel corso della sua carriera ha venduto oltre 55 milioni di dischi.

Negli ultimi anni Vanoni era tornata al centro dell’attenzione anche grazie alla sua presenza sui social e alle frequenti ospitate televisive, che ne avevano rilanciato la popolarità presso il pubblico più giovane. Tra i momenti più ricordati, la battuta pronunciata a Che tempo che fa: «Non so se arrivo a Natale».

Il tema della morte era comparso spesso nelle sue interviste più recenti, trattato con naturalezza e ironia. «La bara deve costare poco perché tanto va bruciata. Poi buttatemi nel mare, quello che vi pare», aveva detto in una delle sue ultime apparizioni televisive. E ancora: «La morte fa parte della vita: da ragazzi non ci si pensa, poi arriva un’età in cui ci si pensa».

Aveva sintetizzato così il suo modo di affrontare il tempo che passa: «Credo che capirò quando sarà il momento di andarmene, quando io sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me». Tra i suoi consigli ricorrenti,che lei stessa metteva in pratica, l’invito a non smettere mai di mantenersi attivi e impegnati.

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