• 29 Agosto 2026 7:34

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Napoli, ancora una volta San Gennaro non tradisce

Alle 10.07 il sangue di San Gennaro si è sciolto. Per Napoli e per l’intera Campania è il segno atteso: da secoli i fedeli vedono in questo rito un atto di protezione per la città. Quando il prodigio non si compie, la memoria corre ai momenti più bui, come il terremoto del 1980 o la pandemia di Covid-19

Durante la solenne celebrazione eucaristica, il cardinale Mimmo Battaglia ha parlato di come Napoli in questo momento solenne si ferma cosi come il mare in assenza di vento, di come la città diventa un’intera Cattedrale in attesa del suo Gennaro.

Oltre il miracolo ad aver attirato maggiormente l’attenzione sono state le parole del Cardinale durante l’omelia:
“E oggi, dico con pudore e con forza, dico: è il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei esposto in questa cattedrale, accanto all’ampolla del nostro santo. Perché non esistono “altre” lacrime: tutta la terra è un unico altare.”

Un monito senza garbo diplomatico: così il cardinale ha parlato dal pulpito, rivolgendosi non solo ai fedeli ma ai governi. Poi l’appello diretto:
“Cessino gli assedi che tolgono pane e acqua; cessino i colpi che sbriciolano case e infanzie; cessino le rappresaglie che scambiano la sicurezza con lo schiacciamento, cessi l’invasione che soffoca ogni speranza di pace. La sicurezza che calpesta un popolo non è sicurezza: è un incendio che, prima o poi, brucia la mano che credeva di domarlo.
So il peso del tuo lutto, le ferite che porti nella carne e nella coscienza. Ogni terrorismo è un sacrilegio, ogni sequestro un’ombra sull’umano, ogni razzo contro civili un peccato che grida. Ma oggi — davanti al sangue del martire — ti chiamo per nome: tu, Israele, fermati. Apri i valichi, lascia passare cure e pane, sospendi il fuoco che non distingue e moltiplica gli orfani. Non ti chiedo debolezza: ti chiedo grandezza. La grandezza di chi arresta la propria forza quando la forza profana la giustizia; di chi riconosce che l’unica vittoria che salva è quella sulla vendetta.”

Un grido di pace, senza colore politico, che tutti devono accogliere. A pagarne di più non sono gli uomini che scelgono e finanziano per fare la guerra, ma i bambini senza volto che non sono altro “i danni collaterali” di una guerra che non hanno scelto.

Il pontificale ha assunto un momento particolare con il collegamento da Gaza dove Padre Romanelli ha denunciata la mancanza di aiuti umanitari, medici e dove ogni minuto muoiono bambini che non hanno nulla da mangiare. “La situazione è molto grave in tutta la Striscia di Gaza – ha detto il sacerdote argentino -, le armi hanno preso il sopravvento, ma dobbiamo essere convinti che la pace è possibile, non è un’utopia”.

Uno Stato che investe in armamenti, e dove la spesa militare supera scuola e sanità non è sicurezza ma suicidio collettivo. Sulle parole profetiche di Isaia ,Sua Eminenza ha invitato i governi a convertire gli arsenali in ospedali, gli utili di guerra in borse di studio, i bunker in biblioteche.
Il male non è un’idea, è una filiera. Ha uffici, contabili, bonus, piani industriali. La guerra non “scoppia”: si produce, si finanza , si premia.

Le parole usate dal Cardinale durante la Solenne Celebrazione Eucaristica sono state accolto favorevolmente da tutti coloro che lo ascoltavano a punto tale che a più riprese è stato interrotto dagli applausi. Parole volte a far riflettere , la corsa agli armamenti non è altro che un investimento in uno scoppio di una nuova guerra, non farà altro che accentuare ancora di più il rischio di un escalation e non sarà un deterrente ma un invito. La storia insegna ed il passato è maestro.

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